Martedì il Tribunale penale federale di Bellinzona ha condannato Pierre Mirabaud, 77 anni, a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena. Mirabaud ha presieduto l’Associazione svizzera dei banchieri tra il 2003 e il 2009 ed era socio della banca privata ginevrina che porta il suo cognome, una delle più antiche e rispettate del Paese. Ha ammesso i fatti: per anni ha versato commissioni occulte per oltre 82 milioni di franchi all’allora direttore del fondo pensione dello Stato del Kuwait, affinché questi investisse fondi pubblici kuwaitiani, per oltre 595 milioni di dollari, in prodotti di investimento della sua banca.
È stato condannato anche per riciclaggio aggravato, poiché ha trasferito tali commissioni in modo tale da rendere difficile risalire alla loro origine. Ha già restituito 42 degli 82 milioni. Nello stesso caso sono stati condannati parallelmente altri tre nomi noti di Ginevra: Yves Mirabaud, l’ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Ginevra Luc Argand e il responsabile di una società fiduciaria. Il funzionario kuwaitiano, ormai deceduto, era stato condannato in contumacia nel suo Paese per corruzione e appropriazione indebita di fondi pubblici.
Ciò che colpisce di più non è la cifra, che è già considerevole, bensì la pena. Due anni con sospensione condizionale della pena, ovvero con la condizionale, per aver gestito per un decennio un sistema di commissioni occulte pari a oltre 82 milioni di franchi. Nel frattempo, qualsiasi residente straniero sa bene quanto possa complicarsi il rinnovo del permesso B a causa di un debito di poche migliaia di franchi con l’amministrazione fiscale, o quanto costi una multa per non aver comunicato tempestivamente un cambio di domicilio. La giustizia svizzera ha funzionato, e in questo caso lo ha fatto con nomi e cognomi di peso. Ma è difficile non pensare che ci siano reati che si pagano con anni di carcere effettivo, e reati che, quando sono commessi da persone in cravatta e con un patrimonio alle spalle, si risolvono con una pena sospesa e un rimborso parziale.