Nel Canton Vaud, un uomo perde la cittadinanza svizzera per aver pianificato attentati per conto dello Stato Islamico

Il Tribunale amministrativo federale ha appena confermato la revoca della cittadinanza svizzera a un uomo di circa quarant’anni residente nel cantone…

Il Tribunale amministrativo federale ha appena confermato la revoca della cittadinanza svizzera a un uomo di circa quarant’anni residente nel cantone di Vaud. Non si tratta del tipico caso di frode in materia di naturalizzazione. Quest’uomo è stato condannato in Francia a quindici anni di reclusione per aver coordinato dalla Svizzera una rete jihadista legata allo Stato Islamico, con progetti concreti di attentati in Francia e anche sul territorio elvetico.

Ciò che rende il caso particolarmente degno di nota è ciò che è accaduto in seguito. Quando il Segretariato di Stato per le migrazioni (SEM) ha avviato la procedura di revoca della cittadinanza svizzera nel 2021, l’uomo si è affrettato a rinunciare alla sua altra cittadinanza, quella bosniaca, per diventare apolide. Il ragionamento era chiaro: la legge svizzera consente la revoca della cittadinanza solo se la persona è in possesso di un altro passaporto. Senza il passaporto bosniaco, la procedura sarebbe rimasta bloccata.

Il TAF non l’ha vista in questo modo. Il tribunale ha ritenuto che la rinuncia alla cittadinanza bosniaca sia avvenuta dopo la condanna e con l’evidente intenzione di far fallire il procedimento. Questo ragionamento ha prevalso. La decisione può ancora essere impugnata dinanzi al Tribunale federale. Il Codice civile svizzero consente di revocare la cittadinanza in caso di grave pregiudizio agli interessi del Paese, ma si tratta comunque di una misura eccezionale: in Svizzera, la perdita del passaporto elvetico è un evento che si verifica molto raramente e, per di più, occorre impegnarsi a fondo per ottenerla.