Attici, appartamenti all’ultimo piano, facciate esposte a sud con ampie finestre prive di tapparelle. Quando arriva luglio, in molti edifici svizzeri il caldo di mezzogiorno è difficile da sopportare. E la domanda che sorge è sempre la stessa: il proprietario è tenuto a fare qualcosa? Si può pretendere qualcosa?
La risposta non è semplice. Il Codice delle obbligazioni svizzero (art. 259a) consente al locatario di richiedere una riduzione dell’affitto quando l’appartamento presenta un difetto che ne riduce il valore d’uso. Tuttavia, il fatto che «in estate faccia caldo» non costituisce automaticamente un difetto imputabile al locatore. Se l’edificio ha trent’anni e non è mai stato dotato di isolamento termico, il caldo può essere fastidioso ma non è necessariamente un’anomalia riparabile che ti dia diritto a pagare meno.
Hai maggiori possibilità quando il problema del calore ha un'origine strutturale specifica: tetto in cattivo stato, soffitti privi di isolamento, assenza di tapparelle o persiane nelle zone esposte direttamente al sole, oppure finestre prive di qualsiasi tipo di protezione solare che l'immobile stesso dovrebbe prevedere. In questi casi alcuni tribunali cantonali hanno ammesso riduzioni comprese tra il 5% e il 15% durante i mesi estivi. Non è automatico, ma non è impossibile.
Ciò che non puoi pretendere in nessun caso è che il proprietario installi l’aria condizionata se non era prevista nel contratto. Non hai nemmeno diritto a una riduzione dell’affitto solo perché a luglio fa caldo, come ogni anno. Il reclamo deve basarsi su un difetto specifico e dimostrabile, non sulle condizioni climatiche generali. Se ritieni che il tuo caso sia fondato, il primo passo è contattare l’ASLOCA nella Svizzera romanda o il Mieterverband nella Svizzera tedesca. Queste associazioni offrono consulenza gratuita agli inquilini e possono dirti rapidamente se hai un argomento valido.