Sette e otto anni di reclusione ed espulsione dalla Svizzera per aver fatto saltare in aria tre bancomat. Caso chiuso

Due uomini di circa cinquant’anni, residenti in Francia al momento dei fatti, sono stati appena condannati dal Tribunale distrettuale della Gruyère…

Due uomini di circa cinquant’anni, residenti in Francia al momento dei fatti, sono stati appena condannati dal Tribunale distrettuale della Gruyère rispettivamente a sette e otto anni di reclusione effettiva, oltre all’espulsione dal territorio svizzero una volta scontata la pena. Il reato: aver fatto esplodere tre bancomat nel 2022, a Pont (VD), sull’autostrada della Gruyère ad Avry-devant-Pont (FR) e a Gumefens (FR). Un terzo complice era già stato condannato nel 2024 a quattro anni per gli stessi fatti. Ora il caso è chiuso per tutti e tre.

Ciò che colpisce del processo è il modo in cui si è giunti alla condanna. La difesa ha invocato la mancanza di prove materiali dirette e ha chiesto l’assoluzione. Il tribunale si è basato su altri elementi: le confessioni del complice già condannato, la geolocalizzazione dei cellulari durante gli attentati e la modalità operativa identica nei tre casi. In Svizzera, quando sono coinvolti esplosivi, è il Fedpol a condurre le indagini. E i fascicoli vengono chiusi con grande precisione.

Non si tratta di un caso isolato. Proprio questa settimana si è verificato un altro attentato con esplosivo contro un bancomat della BCV a Ballaigues (VD), il 16 luglio alle 3 del mattino. Gli autori sono ancora latitanti. L’ondata di attentati ai bancomat in Svizzera non si è fermata negli ultimi anni. Gli autori sono quasi sempre giovani francesi reclutati da reti criminali tramite i social media, a volte minorenni. Un fenomeno che ha ormai raggiunto anche i negozi di armi: quest’anno il Fedpol ha registrato oltre trecento casi di furti in garage e negozi di armi, nella maggior parte dei casi con coinvolgimento francese.

Sette e otto anni più l’espulsione. Per alcuni è troppo, per altri non è abbastanza, considerando i precedenti e i danni causati. Il dibattito è aperto. Ma ciò che è chiaro è che la giustizia svizzera, quando dispone degli elementi necessari, non emette condanne simboliche.