In Svizzera c'è un politico che vuole obbligare tutti a seguire prima un percorso di formazione professionale prima di poter accedere all'università

La proposta è stata avanzata da Andreas Glarner, dell’UDC, il partito più votato del Paese, e consiste sostanzialmente in questo: nessuno potrebbe…

La proposta è stata avanzata da Andreas Glarner, dell’UDC, il partito più votato del Paese, e consiste sostanzialmente in questo: nessuno potrebbe accedere a un’università o al Politecnico federale (ETH) senza aver prima completato un apprendistato. La maturità liceale non sarebbe più sufficiente. Bisognerebbe prima lavorare, imparare un mestiere e solo in seguito, con un corso ponte supplementare, si potrebbe accedere agli studi superiori.

L'idea alla base è che chi ha già lavorato completi il percorso di studi in modo più efficiente, cambi meno spesso indirizzo di studi e si adatti meglio al mercato del lavoro. In teoria sembra ragionevole. Il problema sta nei dettagli.

L'organizzazione che riunisce tutte le università svizzere ha affermato senza mezzi termini che la proposta «eliminerebbe di fatto il percorso scolastico», ovvero il classico percorso verso l'università. E anche l’Unione dei datori di lavoro, che di norma sostiene tutto ciò che favorisce la formazione professionale, ha espresso scetticismo: non ci sono abbastanza posti di apprendistato per tutti i giovani che già oggi li cercano. Aggiungervi la domanda dei futuri studenti universitari renderebbe il sistema insostenibile.

Per chi viene dalla Spagna ed è arrivato con una carriera già alle spalle, questa discussione risulta curiosa. Qui la formazione professionale ha un peso e un rispetto che in Spagna quasi nessuno le attribuisce. L’idraulico, l’elettricista, il tecnico della refrigerazione: in Svizzera si tratta di professioni a tutti gli effetti, con esame finale e diploma ufficiale. Il fatto che un politico voglia renderle un requisito obbligatorio per tutti la dice lunga su come viene concepita l’istruzione in questo Paese.