Quando lasci un lavoro in Svizzera, la legge obbliga il tuo datore di lavoro a consegnarti un certificato di lavoro, il «certificat de travail» in Romandia o «Arbeitszeugnis» nella Svizzera tedesca. Non è facoltativo, non è una cortesia, è un obbligo di legge previsto dall’articolo 330a del Codice delle obbligazioni. Puoi richiederlo in qualsiasi momento, anche durante la durata del contratto, e il datore di lavoro è tenuto a consegnartelo.
Ciò che rende speciale questo documento è che segue regole molto precise. Deve essere completo, deve essere veritiero e, allo stesso tempo, deve essere redatto secondo quello che i giuristi chiamano il “principio di benevolenza”: non può danneggiare ingiustificatamente il tuo futuro professionale. Ciò ha dato origine a un codice tacito di redazione che in Svizzera è ben noto a tutti i responsabili delle risorse umane. Frasi che sembrano neutre ma che i reclutatori interpretano come segnali negativi. Una formula di chiusura diversa dal solito che indica che l’azienda non ti raccomanderebbe. Un aggettivo che manca dove invece dovrebbe esserci.
In Spagna la situazione è diversa. Una lettera di raccomandazione è informale, volontaria e non ha un formato prestabilito. Qui il certificato di lavoro è la prima cosa che ti verrà richiesta in un processo di selezione; deve essere redatto correttamente e, se ritieni che il tuo non rispecchi la realtà, puoi contestarlo, prima dinanzi a un'autorità di conciliazione e, se necessario, dinanzi a un tribunale. Esiste un'abbondante giurisprudenza in materia.
Se vivi in Svizzera da un po’ di tempo e non hai mai richiesto il tuo documento, oppure se non hai mai letto con attenzione quello che possiedi, vale la pena dargli un’occhiata. Quel documento parla di te quando non sei presente.