A partire da oggi, le temperature in Svizzera aumenteranno sensibilmente e non scenderanno per molto tempo. MeteoSvizzera ha emesso un’allerta arancione per onda di caldo per gran parte del Paese, e sono previste temperature comprese tra i 30 e i 35 gradi nelle zone di pianura almeno fino al 29 giugno. A Basilea, Sion, Ginevra e Coira, i modelli indicano picchi fino a 38 gradi. A Basilea potrebbe essere battuto il record assoluto di giugno, che si attesta a 36,9 gradi. Quello di Berna resiste dal 1864, mentre quello di Zurigo dal 1959.
Ciò che forse sorprende di più chi, come noi, proviene dal sud Europa è il modo in cui il Paese reagisce al caldo. In Spagna, con 35 gradi, si chiudono le tapparelle, si accende l’aria condizionata e si va avanti con la propria vita. Qui il caldo si vive in modo diverso. La maggior parte degli appartamenti e degli uffici non dispone di climatizzazione. I mezzi di trasporto reggono, ma le banchine delle grandi città nel pieno dell’ondata di caldo sono tutta un’altra storia. Ciò che non manca sono allerte ben organizzate, e le Badi, quelle piscine comunali che fungono da punto di incontro sociale, si riempiono al punto che alcuni giorni bisogna fare la fila.
Ciò che ormai non sorprende più di tanto è che ciò accada. Questa è già la seconda ondata di caldo dell’anno, a giugno, con record che non venivano superati dal secolo scorso. È stato nel 2003 che la Svizzera ha scoperto cosa potesse significare davvero il caldo. Da allora, ogni estate è un po’ più intensa della precedente. Le autorità raccomandano di bere 1,5 litri al giorno, di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata e di prestare attenzione agli anziani e ai bambini. Sembra ragionevole. Ciò che non sembra altrettanto ragionevole è doverlo ripetere ogni giugno con cifre sempre più elevate.