La piscina all’aperto di Kandersteg, nell’Oberland bernese, avrebbe dovuto aprire il 20 maggio. Ma mentre preparavano l’impianto per la stagione, hanno scoperto una perdita. Non una perdita qualsiasi: ogni giorno fuoriescono circa 100.000 litri d’acqua. Più di un litro al secondo. Al ritmo con cui perde acqua, l’intera vasca si svuoterebbe in circa dieci giorni. Tre settimane dopo, la piscina è ancora chiusa e nessuno sa esattamente dove finisca quell’acqua.
A complicare la situazione è il fatto che l’acqua che fuoriesce è già stata trattata con cloro e altre sostanze chimiche. Le ispezioni escludono che fuoriesca dalle condutture normali. Non finisce nella rete fognaria, ma allora dove va a finire? Il Comune non esclude che tali sostanze si stiano disperdendo in modo incontrollato nell’ambiente. Sono state effettuate ispezioni con telecamere, è stata verificata la pressione delle tubature, ma senza alcun risultato.
Il Comune continua a cercare l’origine della perdita con l’obiettivo di risolvere il problema il prima possibile e poter riaprire la struttura. Quello che non dicono è quanto tempo ci vorrà. Una piscina comunale che perde 100.000 litri al giorno di acqua clorata verso una destinazione sconosciuta presenta un problema che non si risolve in fretta. In Svizzera, dove persino l’acqua della piscina è regolamentata nei minimi dettagli, bisogna ammettere che questo mistero ha un certo fascino.
In estate, la piscina di Kandersteg è una meta molto frequentata dalle famiglie dell’Oberland. Quest’anno, la stagione inizia con un ritardo di durata indefinita. L’acqua semplicemente scompare.