Separi i rifiuti. Non solo carta e plastica. Cartone. Il PET dal resto della plastica. Il vetro per colore. I rifiuti organici, se il tuo comune li raccoglie. D’estate, lavi i contenitori prima di buttarli, in modo che non emanino cattivi odori nel cassonetto. La prima volta che sei tornato in Spagna in visita e non hai trovato il cassonetto giusto, sei rimasto un attimo a pensare a cosa fare con la bottiglia di vetro. Qualcosa che prima era automatico, all’improvviso non c’era più.
Non fai più rumore dopo le dieci di sera. Non solo perché temi il vicino, anche se questo incide, ma perché ormai ti sembra normale che a quell’ora la gente stia dormendo. Se nel palazzo c’è una festa che va avanti oltre mezzanotte, la percepisci come una piccola aggressione. Prima in Spagna non era nemmeno un problema. Ora invece sì.
Arrivi puntuale. Non “dieci minuti in ritardo, tanto tanto non inizia comunque all’ora esatta”. Puntuale, oppure avvisi. Quando qualcuno arriva in ritardo senza dire nulla, provi una sensazione indefinita che non sapevi spiegare finché non sei stato qui per un po’. Non è rabbia. È piuttosto la sensazione che qualcosa non funzioni bene.
Nessuno te l’ha insegnato. Non esiste un corso di integrazione che spieghi questa cosa. L’hai assimilata col passare degli anni. E di solito te ne rendi conto quando torni in vacanza in Spagna, oppure quando qualcuno appena arrivato fa qualcosa che a te sembra già strana. La prima volta che ti senti spiegare a qualcuno perché non si può suonare il campanello del vicino alle undici di sera, capisci che qualcosa è cambiato per sempre.