Il 7 giugno 1970, esattamente 56 anni fa, gli svizzeri si recarono alle urne con un'affluenza del 74%, un record per l'epoca. La proposta era quella di limitare il numero di stranieri al 10% della popolazione cantonale. All'epoca in Svizzera c'erano centinaia di migliaia di lavoratori provenienti dall'Europa meridionale, in particolare italiani e spagnoli, giunti con un permesso stagionale: lavoravano qui ma non potevano portare le loro famiglie, dovevano tornare a casa ogni inverno, vivevano in baracche e pensioni. L'iniziativa avrebbe costretto a espellerne centinaia di migliaia. È stata respinta: 54% contro 46%.
Molti di noi in questo gruppo siamo i figli o i nipoti di quelle persone. Oppure siamo arrivati qualche decennio dopo. Viviamo qui. Lavoriamo qui. Paghiamo le tasse qui. Abbiamo costruito qualcosa in questo Paese. E lo abbiamo potuto fare, tra l’altro, perché nel 1970 una maggioranza di svizzeri ha deciso che gli stranieri che lavoravano qui avevano il diritto di restare.
Domenica 14 giugno la Svizzera voterà nuovamente sull'immigrazione. Questa volta l'iniziativa dell'UDC «Pas de Suisse à 10 millions» propone che la popolazione residente non superi i 10 milioni di abitanti. Tra le misure previste: limitare il ricongiungimento familiare e rivedere gli accordi di libera circolazione con l'UE. I sondaggi di aprile la davano vincente con il 52%. La maggior parte di noi non può votare, non ha il passaporto svizzero o non soddisfa i requisiti. Ma possiamo sapere cosa c'è in gioco. E possiamo ricordare come siamo arrivati fin qui, e chi ha votato affinché potessimo restare.