All'inizio di aprile, il giudice federale Yves Donzallaz ha trovato qualcosa di strano nella siepe di fronte alla sua casa nel Vallese: una telecamera nascosta rivolta direttamente verso l'ingresso della sua casa. La denunciò immediatamente alla polizia e consegnò il dispositivo.
La vicenda sarebbe potuta rimanere un semplice reato di sorveglianza illegale. Ma la storia ha molto più fondo. Settimane prima, il settimanale tedesco Weltwoche aveva pubblicato un articolo che rivelava una relazione sentimentale tra Donzallaz e la sua collega giudice federale Beatrice van de Graaf. Un dettaglio importante: la legge federale svizzera vieta a due giudici del Tribunale federale di condividere una “comunità di vita duratura”, proprio per garantire l'indipendenza del tribunale. I due magistrati riconobbero la relazione ma assicurarono che era finita prima delle rivelazioni. È stata aperta un'indagine esterna.
Il Weltwoche diceva di avere "prove visive" della vita in comune di entrambi. Ora che si conosce l'esistenza della telecamera, la domanda che tutti si pongono è la stessa: quelle immagini, da dove vengono esattamente?
Il background politico non semplifica nulla. Donzallaz è stato eletto giudice federale sotto l'acronimo dell'UDC nel 2008, ma ha preso le distanze dal partito nel corso degli anni fino ad abbandonarlo nel 2022. Il giornalista che ha pubblicato le rivelazioni è un ex deputato nazionale dell'UDC. Il direttore del settimanale, Roger Köppel, è una figura conosciuta della stessa corrente. Nessuno ha formalmente stabilito un legame tra la telecamera e le pubblicazioni. Ma la domanda è già lì.