L'11 maggio 2026 la Svizzera ha raggiunto il suo “Swiss Overshoot Day”: il periodo dell'anno in cui il paese ha consumato tante risorse biologiche quante il pianeta può rigenerare in dodici mesi interi. Quattro mesi e undici giorni. Se tutta l'umanità vivesse al ritmo degli svizzeri, avremmo bisogno di 2,8 pianeti. I calcoli sono del Global Footprint Network e vengono diffusi regolarmente dal WWF svizzero.
Ciò che pesa di più sulla bilancia non è ciò che la maggior parte immagina. Sono i voli e gli spostamenti in auto, il riscaldamento a gasolio e a gas, il consumo di carne e gli sprechi alimentari, e il costante rinnovamento di smartphone e vestiti. Riciclaggio impeccabile, treni puntuali e montagne pulite sono reali. Ma il consumo pro capite è tra i più alti al mondo, e questo è l'altro lato della foto.
C'è un trend interessante, anche se non perfettamente lineare: nel 2024 il giorno è arrivato il 27 maggio, nel 2025 il 7 maggio e nel 2026 l'11 maggio. Gli esperti discutono se la metodologia del Global Footprint Network rifletta bene la realtà o se penalizzi i paesi con alta produttività e poche terre disponibili. Il dibattito tecnico è legittimo. Ma la grandezza è ancora sorprendente.
Quello che molte persone che arrivano dalla Spagna notano vivendo qui è la contraddizione tra l'immagine e la realtà: la Svizzera ricicla come nessun altro, regola il rumore dei vicini fino all'ultimo dettaglio, protegge legalmente la dignità dei gatti... e consuma come se ci fossero tre pianeti di riserva. La coerenza ecologica è selettiva ovunque. Ma quando il paese in questione esporta lezioni di sostenibilità al resto del mondo, la domanda rimane sospesa nell'aria.