Nell'ottobre 2018, a Lione, la compagnia EasyJet ha negato l'imbarco a una minorenne su un volo diretto a Napoli perché il suo passaporto era scaduto da 18 giorni. La famiglia ha finito per viaggiare in autobus e ha perso una notte in hotel. Anni dopo, il Tribunale di Lione ha dato loro ragione (sentenza del 26 febbraio 2026): 871,70 € per danni materiali e 2.000 € per danni morali. In altre parole: non tutto ciò che dice il banco del check-in è legge.
Il punto chiave dal punto di vista giuridico non risiede nella normativa europea tradizionale, bensì nell’Accordo europeo sulla circolazione delle persone del 1957. Tale accordo, tuttora in vigore, consente ai cittadini spagnoli di recarsi in determinati paesi con un passaporto scaduto da meno di cinque anni, a condizione che si tratti di soggiorni di breve durata (massimo 90 giorni) e senza attività lavorativa. La stessa Cour de cassation lo aveva già confermato nel 2020, sempre contro EasyJet. Non è una novità, ma sembra che ad alcuni sportelli non sia ancora giunta voce.
Dove si applica questa norma? Nei paesi firmatari dell'accordo: Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Austria, Grecia, Ungheria, Slovenia, Malta, Cipro, Turchia e Svizzera, tra gli altri. Insomma, non si tratta di una questione marginale.
Se sei spagnolo e ti viene negato l'imbarco in queste circostanze, hai una base giuridica per presentare un reclamo. Un'altra cosa è decidere di discutere alle 6:00 del mattino al gate d'imbarco con qualcuno che sta semplicemente seguendo una procedura interna. Avere ragione va bene. Che ti lascino salire sull'aereo, meglio ancora.
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